1) il traffico stile Bombay. Per la serie suonare il clacson non farà mai scattare quel rosso.
2) quelli che ti dicono dopo che dici che vivi in UK da 5 anni: “ma quindi tu con l’inglese ormai sei bravissimo…”
3) i parenti che prima ancora di dirti ciao o abbracciarti ti dicono: “ma quanto sei magro!”
4) i parenti che prendono la tua emigrazione come una sfida e una offesa nei confronti della loro italianità e ti ripetono continuamente: “Eh ma l’Italia è sempre meglio vero! Cibo, mare, la gente!”
5) quelli che dopo aver avuto una risposta negativa alla precendente domanda si rintanano nella loro italianità e da quel momento in poi ti considerano un traditore.
6) la TV. E’ qualcosa di vomitevole, insopportabile, indigeribile. Lo specchio dell’Italia dove l’italiano si rispecchia e si compiace.
7) Striscia la notizia, Paperissima o qualsiasi trasmissione di Ricci. La voce della Hunziker mi fa venire l’orticaria.
8 ) l’estrema carenza di varietà di cibo. Pagherei oro per avere un thai o un messicano a portata di mano ogni qual volta lo voglio.
9) quell’arrivare a lavoro in orario, però prendersi la pausa del caffettino con i colleghi per un’ora, lamentarsi del carico di lavoro quasi nullo del giorno fino a quando non arriva la pausa pranzo, altro caffettino e tornare a casa stanchi per non aver fatto un cazzo.
10) quelli che quando avranno letto tutte queste cose mi scriveranno che “ma guarda che tu in Inghilterra hai questo questo e quest’altro” e non avere abbastanza materia grigia per capire che se mi lamento dell’Italia ciò non significa che ami il Regno Unito e che se ci vivo non significa che accetti i valori inglesi.
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