Betula
| Betulla | |
|---|---|
| Betulla Bedulita | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Fagales |
| Famiglia | Betulaceae |
| Genere | Betula L., 1753' |
| Specie | |
Betula (Betula, L., 1753) è un genere di piante della famiglia delle Betulacee, genericamente note come betulle.
Il genere comprende oltre 40 specie originarie dell'emisfero boreale.
Indice
Etimologia[modifica | modifica wikitesto]
Il nome del genere è un latinismo, dal latino betulla, a sua volta d'origine gallica (cfr. *betw[1], bed-wen, "betulla"[2]), collegata con bitūmen[2]. Esiste una voce di tradizione popolare bidolla che non ha raggiunto la Toscana[1]. Le piante del genere sono conosciute nei Paesi germanici con il nome di Birke (tedesco), birch (inglese) ecc., da una radice indoeuropea *bherəg-, "splendente, bianco" (cfr. sanscrito bhūrjah e latino fraxinus)[3].
Descrizione[modifica | modifica wikitesto]
Si tratta di alberi e arbusti a fogliame caduco che possono raggiungere i 15–30 m di altezza, foglie variamente formate e sfumate di giallo a seconda della specie o varietà. La specie più diffusa è la Betula pendula (sinonimo Betula verrucosa), da alcuni autori considerata una sottospecie o varietà di B. alba e chiamata volgarmente betulla bianca, betulla pendula o betulla d'argento, e predilige terreni acidi, poveri, sabbiosi o ciottolosi. Mentre la Betula pubescens, nota col nome di betulla pelosa o betulla delle torbiere, dalle foglie pelose, predilige terreni paludosi o torbosi ed è di dimensioni analoghe alla B. pendula, anche se si presenta più frequentemente come alberetto o cespuglio.
Le betulle si caratterizzano per la corteccia bianca sporca dovuta alla presenza di granuli di betulina; sono dotate di una notevole rusticità, resistendo a condizioni ambientali avverse, quali geli improvvisi e prolungati e lunghi periodi di siccità; sono diffuse nelle regioni del Picetum, Fagetum e Castanetum, ma si spingono anche nelle zone superiori e inferiori.
Simbiosi radicale[modifica | modifica wikitesto]
Come altri generi appartenenti alla famiglia, ad esempio alcune specie di Alnus (Ontano), le betulle sono interessate ad una simbiosi radicale, realizzate da attinomiceti del genere Frankia, a funzione azotofissatrice, tale simbiosi fornisce un enorme vantaggio per la pianta, che quindi riesce a vivere in luoghi molto poveri di risorse.
Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]
Il genere Betula è distribuito prevalentemente nelle zone temperate e boreali dell'emisfero nord. Sono piante eliofile e pioniere che rapidamente occupano aree scoperte dopo gli incendi o il taglio. Possono formare boschi puri o presentarsi in gruppi ed elementi isolati.
Avversità[modifica | modifica wikitesto]
Nonostante sia attaccata da innumerevoli parassiti animali e vegetali, subisce danni limitati, e solo in condizioni particolari subisce attacchi di una certa gravità.
Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]
Si moltiplica naturalmente per seme, per talea dei polloni.
Usi[modifica | modifica wikitesto]
Le betulle vengono coltivate come piante ornamentali per l'eleganza del fogliame e il fusto dalla corteccia bianca-opaca maculata di nero, in parchi o giardini, su terreni sciolti e freschi. In silvicoltura vengono utilizzate per consolidare frane, detriti di falda o per il rimboschimento di pascoli e cedui.
Nell'arboricoltura da legno viene coltivata a fustaia con turni di 40-50 anni, o più raramente a ceduo per la produzione del legname usato nell'industria del mobile. Viene anche coltivata per le proprietà officinali e medicinali.
In erboristeria, l'estratto idro-alcolico di betulla è dotato di potente azione diuretica, drenante linfatica, antisettica delle vie urinarie ed anti-infiammatoria. Questo grazie al suo contenuto di saponine triterpeniche (fino al 3-4%), di glucosidi flavonici (iperoside, quercitrina, rutina) e di polisaccaridi (metilpentosani), che cooperano globalmente ad un effetto drenante dei liquidi in eccesso, delle scorie azotate (specie acido urico) e di abbassamento del colesterolo ematico. Per tale motivo trova impiego in preparazioni erboristiche e cosmetiche contro la cellulite.
L'acido betulinico, estratto dalla corteccia della betulla e da molti altri vegetali, e alcuni suoi derivati maggiormente idrosolubili in vitro sono citotossici per cellule di neuroblastoma, melanoma, medulloblastoma e sarcoma di Ewing.[4]
Note[modifica | modifica wikitesto]
- ^ a b Carlo Battisti, Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950–57.
- ^ a b Alfred Ernout, Antoine Meillet, Dictionnaire étimologique de la langue latine – Histoire de mots, Parigi, Klincksieck, 1979.
- ^ Online etymology Dictionary – Birch, su etymonline.com. URL consultato il 20 novembre 2013.
- ^ Suresh C, Zhao H, Gumbs A, Chetty CS, Bose HS, New ionic derivatives of betulinic acid as highly potent anti-cancer agents, in Bioorg Med Chem Lett. 2011 Dec 28. [Epub ahead of print].
Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]
- Elenco delle specie di Betula
- Giardinaggio
- Silvicoltura
- Pianta ornamentale
- Arboricoltura da legno
- Specie botaniche in Italia
Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]
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