La lenta (inesorabile?) agonia della divulgazione scientifica

Che la comunicazione e la divulgazione scientifica in Italia siano professioni complicate, dai pochi sbocchi e per niente riconosciute è, purtroppo, da tempo un’amara realtà. Da tempo si lamenta la mancanza di un sistema che difenda il ruolo di questi “lavoratori” così importanti; da tempo si rimproverà le istituzioni per continuare a considerare la divulgazione scientifica come un vezzo, piuttosto che una componente fondamentale per la formazione di persone curiose e dotate di spirito critico.

Oggi, un po’ all’improvviso (non troppo a dire il vero), è arrivata la notizia che ELOR DSC, organizzazione torinese di “diffusione scientifica creativa”, ha deciso di chiudere i battenti, dopo 6 anni di attività.

Nonostante non abbia mai avuto il piacere di lavorarci, ho potuto conoscere una parte dello staff meno di due settimane fa, grazie a un’amica che me ne aveva parlato (bene). E nelle poche ore di chiacchere ero rimasto colpito e affascinato dalla loro voglia di fare in primis, ma anche dalla competenza multidisciplinare e attenzione a ogni dettaglio.

Già sognavo (perché ci eravamo prefissati di farlo) eventuali collaborazioni future sui progetti di divulgazione scientifica che stiamo giusto ora facendo partire con Italia Unita Per La Scienza. Invece la realtà, come una scure, mi ha fatto tornare con i piedi per terra, o forse sotto.

“Perché diciamo stop? Perché il mercato non c’è più. “C’è mai stato?” magari vi starete chiedendo? Beh, in effetti, ce lo siamo domandato spesso, in questi ultimi 24 mesi.”

Una frase che credo si commenti da sola. Così com’è difficile non sentirsi in sintonia con il commento di quell’amica di cui sopra:

” (…) notizie che ti fanno ricordare perchè vuoi andartene dall’Italia. Un paese in cui non esiste più nè scienza nè divulgazione della stessa…”

E dunque da oggi chi si occupa di scienza, di comunicazione e di divulgazione della scienza si sente, almeno per chi li conosceva, un pochino più solo. E molto più triste. Anche se, come hanno detto anche loro appena presa ufficialmente la decisione:

“A criticare il mondo crudele, i funzionari miopi, quelli in malafede, le istituzioni dissennate, la pioggia che cade sul latte versato e il cane che si morde la coda son buoni tutti.“

Io, dunque, non mollo. E, come me, spero tanti altri che, seppur nella tristezza di un Paese sempre più vocato all’autodistruzione, cercheranno di unirsi: come si è unita Italia Unita Per La Scienza, come si è unita Pro-Test Italia e tante altre realtà.

Per provare a cambiare le cose.

Noi ci siamo: abbiamo perso dei pezzi, ma non tutti. Speriamo di trovarne altri per la strada perché la strada è lunga.

Federico Baglioni

@FedeBaglioni88

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Vannoni è pro sperimentazione (sui malati)

Del metodo Stamina ne ho parlato molto a lungo in vari articoli: dall’esplosione della vicenda, al parere scientifico della Commissione di Sanità, fino alla recente decisione, da parte del TAR, di rimettere tutto in discussione: una vera e propria telenovela che, specie quando si parla di malati, non dovrebbe aver senso di esistere.

 Negli ultimi giorni sta avendo diffusione virale un articolo in cui Stefano Fuccelli, Presidente del Partito Animalista Europeo, accusa Telethon di non aver raggiunto, nonostante la grande quantità di fondi, alcun risultato nella lotta alle malattie genetiche e, soprattutto, di essersi schierata contro Stamina, influenzando e determinando la composizione della Commissione di Sanità che doveva dare un giudizio su tale metodo.

La prima di queste accuse è facilmente contestabile anche semplicemente guardando il sito della Fondazione stessa, mentre la seconda, come già spiegato, non ha ragione d’essere dal momento che la scienza non ha colori o bandiere di sorta.

A queste dichiarazioni sono seguite polemiche e risposte anche sui social network e in uno di questi threads ha risposto anche lo stesso Davide Vannoni:

Caro Stefano, ti ringrazio per la battaglia che stai facendo accanto alle famiglie dei bimbi e degli adulti che vogliono accedere alle cure compassionevoli di Stamina.

Fin qui nulla di nuovo. Vannoni però prosegue:

Inoltre ribadisco che concordiamo sul fatto che iniettare cellule staminali umane nei topi per capire che effetto fanno sia solo un modo per far girare denaro a spese di altri esseri viventi a cui sono impartite inutili sofferenze.

A parte la consueta visione complottistica per cui ogni ricerca, ogni studio e ogni progetto servono solo per far arricchire qualcuno (il che non significa che non capiti) e mai per giungere a una scoperta o avvicinarsi a una cura, lascia stupiti il suo lapidario scagliarsi contro la sperimentazione animale, giudicata inutile scientificamente e moralmente deplorevole. Concetto chiarito anche più avanti:

Le cellule staminali umane sono già disponibili per creare una grande varietà di nuovi tessuti specifici su cui fare esperimenti preclinici e che, oltre a essere veramente predittive delle reazioni della nostra specie a nuove molecole, porrebbero finalmente fine alla dolorosa vivisezione di altre vite.

Sembra, a dir la verità, paradossale sentir parlare di “vivisezione” e “non predittività” del modello animale chi, pur non laureato in materie scientifiche, sta proponendo al mondo un metodo mai studiato, mai validato e che non ha dato risultati minimamente significativi.

Ed è ancora più strano il fatto che venga fatto un plauso a Fuccelli per per la ricerca di metodi alternativi (“Spero che riuscirai nella tua battaglia che non è finalizzata a fermare la ricerca, ma a trovare modelli alternativi all’animale”) quando a finanziare e promuovere progetti per lo sviluppo di modelli non animali sono stati, per la stragrande maggioranza dei casi, proprio quegli Istituti di ricerca contestati per l’utilizzo anche degli animali nelle proprie ricerche.

Considerato che le cellule staminali ottenute da Vannoni non sono state testate in alcun modo, verrebbe ironicamente da chiedersi se i modelli alternativi all’animale su cui “sperimentare” questo tanto chiaccherato metodo Stamina non siano proprio i bambini malati.

E di ironico o divertente non c’è davvero nulla.

 

Federico Baglioni

@fedeBaglioni88

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Piccola personale rassegna stampa estiva

E’ da qualche tempo che non scrivo regolarmente su questo blog. Mi sono laureato, ho lavorato con Focus Junior, ho partecipato al Plant Fascination Day, ho visitato il campo OGM di Vivaro, ho fatto una trasferta a Roma con Pro-Test Italia e, soprattutto, organizzato numerose attività di divulgazione come la manifestazione del 1 giugno a Milano e l’evento nazionale di corretta informazione scientifica dell’8 giugno. Da quando ho una rubrica su Prometeus, poi, non ho avuto modo di pubblicare anche qui ogni articolo. Ammetto dunque di essere rimasto piuttosto indietro con gli aggiornamenti. Con questo post, dunque, farò una breve carrellata degli articoli o video pubblicati da me (o dove compaio io) negli ultimi mesi, in modo che i miei lettori possano essere sempre aggiornati su quello che faccio e ho fatto:). Se ne trovate altri che non ho inserito, segnalatemeli;)

Sulla manifestazione del 1 giugno a Milano:

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/05/30/1-giugno-milano-parliamo-di-sperimentazione-animale/

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/06/03/a-milano-x-la-sperimentazione-animale/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/31/sperimentazione-animale-difesa-dei-ricercatori-manca-informazione-corretta/612344/

http://solferino28.corriere.it/2013/06/04/la-ricercatrice-pro-test-gli-animalisti-esagerano/

Sulla giornata “Italia unita per la corretta informazione scientifica” dell’8 giugno:

http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/marco-milano-federico-baglioni/pro-test-uniti-sostenere-ricerca-scientifica

http://www.scienzainrete.it/documenti/video/federico-baglioni-8-giugno-2013-uniti-scienza/giugno-2013

http://fisiciaroundtheworld.wordpress.com/2013/05/15/italia-unita-contro-la-disinformazione-scientifica/

http://lastradadafare.com/2013/05/20/per-la-corretta-informazione-scientifica/

http://speakingofresearch.com/2013/05/20/challenging-scientific-dishonesty-across-italy/

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=15471

http://www.osservatoriomalattierare.it/attualita/4089-italia-unita-contro-la-disinformazione-scientifica-l8-giugno-liniziativa-di-pro-test-italia

http://www.youthunitedpress.com/litalia-unita-contro-la-disinformazione-scientifica/

http://www.articolotre.com/2013/05/giornata-nazionale-per-la-corretta-informazione-scientifica/173520

http://eliocogno.wordpress.com/2013/05/31/italia-unita-per-la-corretta-informazione-scientifica/

http://silviabencivelli.it/2013/la-scienza-salvata-dai-ragazzini-sabato-8-in-tutta-italia-a-parlare-di-equivoci-e-di-informazione/

http://www.milanopost.info/2013/06/06/8-giugno-italia-unita-per-la-corretta-informazione-scientifica/

http://www.divagatoriscientifici.it/quel-che-nellinferno-dellinformazione-non-e-inferno/

http://news.sciencemag.org/people-events/2013/06/around-italy-researchers-rally-defend-science?ref=em

Altri articoli:

http://mygenomix.wordpress.com/2013/06/28/tutta-la-verita-sugli-ogm-intervista-al-biotecnologo-federico-baglioni/

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/06/21/us-e-eu-tra-agriculture-e-ogm/

http://www.intersezioni.eu/index.php?objselected=486&scheda=view_articolo

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/06/24/la-legge-e-uguale-per-tutti/

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/07/08/pro-test-in-trasferta-a-roma/

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/07/10/facebook-pornografia-e-censura/

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/07/11/niente-di-nuovo-dalla-politica-qualcosa-di-nuovo-dalla-scienza/

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/07/13/un-futuro-per-le-scienze-agrarie/

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/07/15/la-talpa-mette-il-bikini/

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/07/17/calderoli-lorango-e-lanimalismo/

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/07/18/e-pur-si-muove-a-favore-della-sperimentazione-animale-torna-a-vivere/

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/07/24/ogm-riiniziano-le-devastazioni/

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/07/25/la-sonda-galileo-fukushima-e-la-fine-del-mondo/

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/07/30/i-bambini-la-scienza-e-le-fesserie/

http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/08/02/ed-ora-facciamo-tutti-insieme-un-passo-indietro/

http://www.yebn.eu/wp-content/uploads/NL_17_august_2013.pdf

Buona lettura e buone vacanze (per chi è in vacanza),

Federico Baglioni

@FedeBaglioni88

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Mozione OGM: Dibattito Scienza risponde

In seguito a quanto si sta discutendo in queste ore alla Camera, riporto un appello/lettera che abbiamo costruito, tutti insieme, noi del gruppo “Dibattito Scienza”. Con preghiera di massima diffusione.

Federico Baglioni

Onorevole Parlamentare

Il gruppo “Dibattito Scienza” è formato da oltre duemila persone accomunate dall’interesse per la scienza, che si sono poste l’obiettivo di promuovere il dialogo tra il mondo scientifico e la classe politica italiana. Crediamo infatti che un buon governo debba trovare le proprie linee guida anche nell’approccio razionale che contraddistingue il metodo scientifico.

Siamo a conoscenza del fatto che in queste ore il Parlamento sta discutendo una mozione concernente “iniziative in merito alla diffusione in agricoltura di organismi geneticamente modificati, con particolare riferimento all’esercizio della clausola di salvaguardia”. Con la presente lettera, il nostro gruppo vuole esprimere il proprio dissenso in merito ai contenuti della mozione suddetta.

A lasciarci perplessi è innanzitutto la richiesta di adottare la clausola di salvaguardia per una coltura geneticamente modificata già approvata dall’Unione Europea. Una coltura OGM, prima di essere autorizzata dall’UE, subisce un lungo e severo processo di valutazione che ne certifica la sicurezza per l’ambiente e per la salute umana. L’adozione della clausola di salvaguardia diventa possibile solo quando vi siano “nuove o ulteriori informazioni divenute disponibili dopo la data dell’autorizzazione e che riguardino la valutazione di rischi ambientali o una nuova valutazione delle informazioni esistenti basata su nuove o supplementari conoscenze scientifiche” (dir. 2001/18/CE, Art. 23). Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, tuttavia, riteniamo un simile provvedimento ingiustificato e guidato più da idee preconcette che non dai fatti. Lo studio di Séralini et al. a cui si fa riferimento nella mozione, oltre a essere stato duramente criticato dalla comunità scientifica per gravi debolezze metodologiche, è già stato esaminato dall’EFSA (European Food Safety Authority), che ha espresso il seguente parere: “Gravi vizi di progettazione e metodologia nello studio di Séralini et al. comportano che esso non soddisfi standard scientifici accettabili e che non ci sia necessità di riesaminare le precedenti valutazioni sulla sicurezza del mais geneticamente modificato NK603″.

L’avversione ideologica nei confronti di questa tecnologia è stata confermata dal ministro Nunzia De Girolamo, che ha annunciato di voler lavorare a un decreto volto a rendere illegale, su tutto il territorio italiano, anche la coltivazione di OGM già autorizzati dalla UE. Un simile provvedimento esporrebbe il nostro Paese a una procedura di infrazione (l’ennesima!) da parte dell’Unione Europea, e negherebbe a ogni agricoltore italiano il diritto di coltivare legittimamente un prodotto già autorizzato dall’autorità competente in materia.

Spesso si dice che gli OGM sono sinonimo di quantità e non di qualità, ragion per cui sarebbero un pericolo per il nostro settore agroalimentare, fatto di eccellenze e di prodotti locali apprezzati in tutto il mondo. Ebbene, occorre ricordare che gli allevatori italiani utilizzano enormi quantità di mangime OGM importato dall’estero, e che molti dei nostri prodotti Made in Italy, come il Parmigiano Reggiano, derivano proprio da animali alimentati con OGM. Perché, quindi, non permettere la coltivazione sul nostro territorio a chi ne vorrà fare uso, piuttosto che rimanere dipendenti da costose derrate estere che stanno peraltro danneggiando la filiera italiana? Un clima più favorevole a questa tecnologia, inoltre, consentirebbe ai nostri ricercatori di mettere a punto colture geneticamente modificate adatte alla tipicità del nostro sistema agro-alimentare (come il pomodoro San Marzano resistente a un virus, sviluppato da un’azienda italiana), riducendo la dipendenza dalle grandi società sementiere straniere. Per ridimensionare il potere delle multinazionali bisognerebbe incentivare davvero la ricerca pubblica sugli OGM – compresa la sperimentazione in campo aperto, e non soltanto in ambiente confinato, come riportato nella mozione. Al contrario, distruggere i campi sperimentali dell’Università della Tuscia, come è stato fatto nel giugno 2012, non ci sembra affatto un modo per promuovere la ricerca sugli OGM.

Vogliamo infine ricordarle come esistano prodotti molto diffusi (il grano Creso con cui produciamo la nostra pasta ed il pompelmo rosa come esempi notevoli) ottenuti con tecniche come l’irraggiamento con radiazioni nucleari o l’uso di sostanze chimiche mutagene. Di fatto sono organismi geneticamente modificati, eppure non sono stati ostacolati allo stesso modo degli OGM.

Prima di salutarla, vorremmo segnalarle alcuni articoli, libri e link a supporto delle nostre considerazioni. Ci auguriamo che troverà queste letture interessanti, che possa discuterne serenamente con i suoi colleghi onorevoli e che possa esprimere il suo voto con razionalità e senza condizionamenti ideologici.

[trovate i link a questa pagina]

Distinti saluti
Il gruppo Dibattito Scienza

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La Pro-Test mediatica

Dall’articolo originale pubblicato su Prometeus.

Ieri avevo parlato della manifestazione tenutasi Sabato scorso in via Mercanti a Milano, organizzata da Pro-Test Italia, per difendere le ragioni dei ricercatori e, soprattutto, per spiegare alla gente che cosa si fa in un laboratorio, che cos’è veramente la sperimentazione animale e per quale motivo è ancora fondamentale utilizzarla.

Passata l’euforia per il grande successo ottenuto (un altro articolo su Nature!), è però necessaria qualche considerazione a mente fredda sull’impatto mediatico dell’evento. In molti di noi speravano in una certa eco su giornali e TV perchè, diciamolo, per essere un evento organizzato per lo più da ragazzi, in così poco tempo e senza alcun finanziamento, è venuto davvero bene. Eppure vi è stato solo un servizio al TG5, qualche articolo e un’intervista su LA7 Cronache. Nemmeno un articolo, ad esempio, sul Corriere Milano e un’esposizione mediatica inferiore a quella ottenuta in seguito alla protesta pacifica del 21 aprile.

La prima ragione che vedo in questo, purtroppo, è molto semplice: il 21 aprile si trattava di una novità assoluta: i ricercatori per la prima volta si erano “incazzati” ed erano scesi in piazza a protestare, in un modo a cui nessuno era abituato. Una sorta di “remake” come quello di Sabato probabilmente fa poco gola a un giornalista, interessato allo scoop piuttosto che al valore dell’evento in sé.

Ma questo non basta a capire quanto avvenuto. La seconda ragione, che a mio avviso è la principale, è la necessità di creare delle categorie con le quali il lettore/spettatore (e talvolta lo stesso giornalista) possa schierarsi. E la protesta degli animalisti era, chiaramente, un’occasione troppo ghiotta per non venire sfruttata. Ed ecco quindi che in quasi tutti gli articoli (qui, qui e qui) compaiono descrizioni spesso piuttosto fantasiose:

“Gli animalisti (…) si sono limitati ad assediare il presidio e tra i due gruppi contrapposti sono volati solo insulti, fino a che gli attivisti se ne sono andati”. “Tensione al presidio tra ricercatori e animalisti”.

 

“(…) sotto gli occhi stupiti di chi si godeva un pomeriggio di shopping, i due gruppi si sono fronteggiati per ore”.

In sostanza si sono voluti far passare due messaggi:

Il primo è che tutto sommato gli animalisti non stavano facendo nulla di male: non importa se continuamente gridassero come simpatiche come “assassini” o “pezzi di merda” e minacciassero di morte; non importa se le urla erano pensate per disturbare anche i passanti che volevano ascoltare; non importa se alcuni di loro hanno tentato di strappare uno striscione in mezzo alla folla o salire sul palco.

Il secondo è che ci sarebbe stato, a sentire parlare i media, uno scambio di insulti, come tra due tifoserie dove bisogna scegliere: o sei del Milan o sei dell’Inter. Eppure il video parla chiarissimo. Così come le foto.

La Polizia non ha evitato lo scontro tra ricercatori e animalisti, ha evitato che quegli animalisti aggredissero fisicamente e con violenza delle persone che stavano, semplicemente, ascoltando e che, per tutta la durata della manifestazione, parlavano coi passanti, facevano foto e video, come a qualsiasi evento di piazza, senza mai aver reagito a una provocazione.

La conseguenza più grave di questo atteggiamento dei media è che si è trasformata una manifestazione che parla di fatti concreti, come la descrizione delle tecniche “alternative” o la testimonianza di malati come Nadia Malavasi, in uno scontro alla pari tra fazioni, dove bisogna schierarsi in base alle proprie convinzioni, e dove non si parla più dei contenuti, primo obiettivo della manifestazione, ma di slogan e luoghi comuni. Oltre ad aver dato pari rilevanza a una manifestazione di centinaia di persone e a una ventina di animalisti schiamazzanti, infatti, si sono messi sullo stesso piano gli insulti e le minacce con il materiale informativo, costato tempo e fatica, distribuito e spiegato da ricercatori e studenti.

Ieri l’ennesima delusione: proprio La7 che, in occasione della contro-manifestazione del 21 Aprile, aveva fatto davvero un bel servizio su quanto avvenuto, ha iniziato il servizio così:

Animalisti e ricercatori ancora una volta in piazza (…), ci sono stati momenti di tensione tra i due gruppi.

Ma non ci si è limitati a questo: nonostante l’intervista a Giulia Corsini, vicepresidentessa di Pro-Test Italia, si è solo accennato in maniera vaga all’evento “Italia unita per la corretta informazione scientifica” dell’8 giugno, dedicando uno spazio più grande alla manifestazione animalista che si terrà a Milano lo stesso giorno e proprio in via Vanvitelli, lo stesso luogo dell’incursione di qualche settimana fa.

Si è paragonato, dunque, un’evento di divulgazione scientifica di portata nazionale che avrà luogo in più di 15 città, con una manifestazione di protesta, che temo sarà fatta di insulti, disinformazione e poco altro, che avverrà solo a Milano e che è stata fissata l’8 giugno proprio per dare fastidio e distogliere l’attenzione dall’evento “Italia unita per la corretta informazione scientifica”.

Pensateci. Si chiede ai ricercatori di uscire dalla loro torre d’avorio e però, invariabilmente, ogni volta che lo fanno, li si ignora o li si svilisce in risse da bar.

Già, perchè per bruciare un dialogo sui contenuti, studiato e argomentato basta organizzare un gruppetto in 2-3 ore e andare a gridare “assassini” e minacciare chi passa di morte.

Noi però non molliamo. Di contenuti, tutti insieme, in tutta Italia, si tornerà a parlare l’8 giugno.

Speriamo che questa grande opportunità di dialogo con la cittadinanza, questa grande opportunità di dire a tutti  che “la scienza ha delle ragioni che meritano di essere ascoltate, anche in Italia” non venga nuovamente tradotta dai media nell’ennessima fittizia lotta tra fazioni.

@FedeBaglioni88

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Una settimana da paura (per la scienza)

Dall’articolo originale pubblicato su Prometeus – Spigolature:

E’ stata una settimana ricca di avvenimenti, alcuni dei quali, in tutta sincerità, avremmo preferito non dover commentare. Vediamo di riassumere.

Abbiamo cominciato con gli EXPO days scoprendo che perfino in ambito accademico ci sia qualcuno che considera esperto e inviti come tale chi esperto non è: è il caso di Vandana Shiva, chiamata a parlare di OGM dal comitato scientifico dell’EXPO e dall’Università degli Studi – Bicocca. Come già fatto notare, da un ‘Università ci si aspetterebbero ben altri nomi, non certo un’attivista che, ogni volta che le si presenta l’occasione, parla di OGM ripetendo senza remore la ormai più e più volte confutata correlazione con i famosi suicidi indiani e non si fa scrupoli ad attaccare l’innovazione in agricoltura.

Prometeus ha anche provato a chiedere ragione di questa scelta alla prof.ssa Lavitrano, ma senza successo, almeno per ora.

Poi c’è stato il metodo Stamina, quella cura, ancora tutta ipotetica, a base di cellule staminali che sarebbe osteggiata dagli interessi più o meno occulti delle lobby del Big Pharma. Dopo lunghe peripezie costellate di video strappalacrime e sentenze giuridiche di ogni orientamento possibile, è stato finalmente approvato dal Senato l’emendamento del decreto Balduzzi che fa dunque partire la sperimentazione di questo metodo, pur senza alcuna evidenza scientifica preclinica (almeno a noi nota). Il tutto ci costerà la bellezza di 3 milioni di euro. Davide Vannoni, il padre del metodo Stamina, non si dice comunque contento, dopo aver sbeffeggiato il premio nobel Yamanaka, ora sostiene che il suo metodo non è compatibile con le norme di sicurezza (GMP) obbligatorie per i laboratori farmaceutici autorizzati, ricevendo per questo le dure risposte del prof. Michele De Luca.

In settimana è arrivata anche la mozione del Senato che impegna il Governo a invocare la clausola di salvaguardia per bloccare gli OGM. Mozione salutata dalla De Girolamo, nuovo Ministro dell’Agricoltura, con i soliti luoghi comuni sulla (tutta ancora da dimostrare visto che li usiamo a man bassa) inutilità degli OGM. Nel testo della mozione, tra le varie considerazioni riguardanti le contaminazioni tra colture geneticamente modificate e non, si afferma anche che bisogna

potenziare la ricerca scientifica pubblica in materia agricola e biologica e, in caso di OGM, in ambiente confinato di laboratorio.

Un modo carino per dire a tutti i biotecnologi italiani in ambito agrario/vegetale: “Ok, se ancora avevate qualche speranza, ora potete definitivamente cambiare paese: per voi non c’è speranza”. L’unica che ci resta è che i nuovi (eventuali) fondi che verranno reperiti almeno non finiscano alla Fondazione di Mario Capanna che comunque ha già gongolato per l’approvazione della mozione.

Ma non era però abbastanza: oltre al danno non poteva mancare la beffa. Negli stessi giorni in cui la Corte di Giustizia Europea dà ufficialmente ragione a Fidenato, accusato – ora possiamo dirlo – ingiustamente di aver piantato illegalmente OGM, nel nostro parlamento l’on. Scilipoti ci viene a spiegare cosa sono gli OGM con tanto di geni di pollo nelle patate.

Intendiamoci: non è poi nulla di nuovo, nella sostanza, rispetto alle dichiarazioni di altri politici, siano essi Renzi, Ingroia, Vendola, Zaia o Grillo (senza stare a scomodare Capanna, Petrini o altri…). Solo è detto in modo più folkloristico.

 

Lasciatemi concludere che la giornata dell’8 giugno “Italia unita per la corretta informazione scientifica” che stiamo velocemente organizzando non potrebbe capitare in momento “migliore”: dico migliore perchè, sì, mai più di adesso ne abbiamo bisogno.

 

@FedeBaglioni88

Federico Baglioni

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Animalisti, fantascienza e affari religiosi

Dall’articolo originale pubblicato su ANBI- Prometeus (“Spigolature”).

Sono passate ormai due settimane dall’irruzione al dipartimento di farmacologia da parte di alcuni animalisti che ha scosso l’opinione pubblica e spinto studenti e ricercatori a scendere in piazza per difendere la sperimentazione animale. Il gesto degli animalisti è stato commentato in maniera lapidaria dall’Università Degli Studi di Milano, dal CNR e perfino da Nature.

Già ieri però gli animalisti si sono fatti risentire, in un modo che avremmo, francamente, preferito evitare. Stavolta l’obiettivo era Ignazio Marino, medico e politico diventato famoso per aver fatto parte dell’equipè che ha realizzato il primo trapianto di fegato da babbuino a uomo. Dunque, agli occhi degli animalisti, non è che uno dei tanti “vivisettori assassini”, che non merita nemmeno di aver diritto di replica. Non importa se i suoi studi siano stati di importanza fondamentale per effettuare trapianti di organi, che oggi possiamo reputare quasi di routine.

Pochi di noi sapevano, però, che un gruppo animalista aveva pubblicato qualche settimana prima una lettera aperta diretta proprio all’Onorevole Marino: lettera che lascia quantomeno perplessi.

Già, perché se siamo ormai quasi abituati a vedere azioni di forza da parte di animalisti, motivate da una dichiarata ”disobbedienza civile”, ben commentata qui, si poteva comunque almeno sperare che il blitz dello scorso 20 Aprile potesse prendere le mosse almeno da una riflessione seria sull’argomento, mentre la lettera in questione è tanto vuota quanto piena di disinformazione e pregiudizi figli di chi ha visto troppi film di fantascienza. No, purtroppo non si tratta solo di una frase provocatoria. Nel testo infatti si dice testualmente:

Onorevole Marino, La invito a visionare il film l’Alba del Pianeta delle Scimmie, perché probabilmente Le è sfuggito. In questo film scoprirà quanto potrebbe essere inutile e dannoso fare esperimenti sugli animali. Nel film un virus iniettato sui primati stermina tutti gli uomini della terra e al tramonto dell’umanità si contrappone l’alba di un nuovo pianeta dominato dalla scimmie, rese più forti dallo stesso virus che ha sterminato l’umanità. In questo film si evidenzia come non soltanto vengono torturati inutilmente esseri innocenti in nome della scienza, ma l’uomo è destinato a soccombere alle scimmie e alla stessa scienza che si rivela fallimentare e pericolosa proprio per colpa degli esperimenti sulle scimmie.

Sì, avete capito bene: la dimostrazione delle torture nei confronti degli animali e della pericolosità della sperimentazione animale per l’uomo viene da un film di fantascienza! Un po’ come quando ci viene detto che la pericolosità degli OGM è dimostrata dal fatto che il 70% degli italiani è contrario. Queste non sono solo informazioni sbagliate, dettate da una propaganda animalista/ambientalista spesso ignorante e violenta, che ha già peraltro fatto realmente uso di immagini provenienti dal grande schermo; sono esempi della negazione della logica e di quel metodo scientifico, che sembra sempre più questione di nicchia, un interesse per “amanti della scienza”, piuttosto che la base imprescindibile per un dialogo tra persone che abbiano un occhio critico verso il mondo.

Poco più avanti si dice anche:

Tutti abbiamo commesso errori nel passato: noi animalisti e vegetariani in passato abbiamo mangiato altri esseri viventi; San Francesco ha gozzovigliato, ucciso nelle crociate, ha vissuto nell’opulenza e poi ha acquistato quella consapevolezza del rispetto dell’ambiente e di tutti gli esseri viventi.

Questa frase ha davvero dell’incredibile: si sta in pratica dicendo che una volta alcuni animalisti si nutrivano di altri esseri viventi. Dunque ora hanno cambiato abitudini e viene da chiedersi, visto che le piante, per esempio, sono esseri viventi, di cosa si nutrano oggi gli animalisti. Probabilmente sassi.

Viene scomodato perfino il Papa:

Papa Francesco, il cui nome è ispirato proprio al Santo protettore degli animali, ha più volte ripetuto che occorre avere rispetto per ogni creatura di Dio. Onorevole, anche i babbuini sono (erano) creature di Dio. Spero che riesca a riconoscere l’inutilità di tutte le sperimentazioni e vivisezioni fatte in nome di alcune lobby e non certo della scienza.

E’ interessante notare come la religione venga spesso tirata fuori a sproposito solo quando fa comodo, che sia per denigrarla od osannarla. Qualcuno si ricorderà di quando Mario Capanna, non certo noto per essere un grande praticante, utilizzò un documento erroneamente (da lui) attribuito a Papa Benedetto XVI per dimostrare l’amoralità e pericolosità degli OGM. Come a dire: se lo dice perfino lui!

 

Infine, oltre al solito riferimento alle lobby e alla falsa scienza, si insiste nuovamente sulla sacralità della vita di tutti gli esseri viventi, senza ricordare (o rendersi conto) che la maggioranza degli esseri viventi con cui il nostro organismo ha a che fare, o che vengono utilizzati in grande quantità nelle sperimentazioni, non sono pressoché mai considerati come degni di alcuna attenzione: parliamo di batteri (che sterminiamo a miliardi a suon di antibiotici), lieviti, nematodi, ma anche moscerini, pesci. Per non parlare delle piante!

Gia’, le piante sono le eterne incomprese del mondo animalista (e non solo): vengono a stento considerate come esseri viventi, sarà perchè non provocano quell’empatia tipica degli ormai celebri Beagles di Green Hill o dei topi dello stabulario di Milano, ormai depredato.

Come se non bastasse vi è un’ultima incongruenza che vedo spesso: gli animalisti sono per la grande maggioranza anche ambientalisti convinti. Sono quelli che gioiscono ogni volta che Greenpeace, o chi per loro, riesce a sradicare e distruggere piante OGM, in quanto, contro ogni evidenza, sarebbero, secondo loro, tossiche, mortali, probabilmente radioattive (al punto da essere maneggiate con guanti, tute e mascherine). Lo stesso trattamente non viene, però, riservato alle cavie da laboratorio OGM, come alcuni dei topi “liberati” (maneggiati dagli attivisti senza alcuna precauzione e poi “rilasciati nell’ambiente” senza porsi troppe domande sul loro impatto ambientale) nell’ultimo blitz degli animalisti. Anzi: quei topi vengono mischiati tra loro, rendendo alquanto difficoltosa una loro identificazione e, ammesso che possano sopravvivere in ambiente non sterile, vengono donati e, perchè no, liberati nelle acque del fiume Lambro, senza che ciò desti alcuno scandalo; nessuna preoccupazione per l’ecosistema, per la contaminazione, l’inquinamento genetico e via dicendo.

Questo è sicuramente bizzarro: almeno se si considerano le profezie mostrate in film di fantascienza vecchi e nuovi.

 

@Fedebaglioni88

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