Farsi un’idea… sui DSA

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Oggi vorrei segnalare due libretti che ci sono stati molto utili quando, nel 2011 siamo stati catapultati nel mondo della dislessia.
Dislessia. Una parola che magari abbiamo sentito ma del cui significato abbiamo un’idea vaga e confusa.
Si, perchè quando una famiglia riceve la diagnosi di DSA la prima reazione è un misto tra sollievo ( abbiamo trovato la causa delle difficoltà scolastiche ) e paura ( e adesso?).
” La dislessia ” è un piccolo testo del Prof. Giacomo Stella, uno dei massimi esperti e fondatore dell’Associazione Italiana Dislessia.
Con il suo aiuto viene spiegata innanzitutto che cos’è la dislessia, come si manifesta e soprattutto come la si affronta.
Un paragrafetto del testo mi aveva immediatamente colpito: “Il genitore di fronte al suo problema”.
Si, perchè il problema non è solo del figlio, ma un problema di tutta la famiglia e il genitore ne ha un impatto psicologico non indifferente.
” Di solito il genitore si trova totalmente impreparato di fronte alle difficoltà inattese del figlio. Come si fa a riconoscerle? Coma fa a capire che non si tratta di rifiuto di apprendere, di mancanza di volontà o motivazione, ma che piuttosto si tratta di un problema che nasce da una difficoltà specifica? Come fa a immaginare l’esistenza di una difficoltà specifica che rende difficile l’apprendimento di corrispondenze tra lettere e suoni?
All’inizio è logico accettare la spiegazione più semplice, quella del rifiuto di crescere manifestato attraverso il disturbo di lettura e di scrittura. Poi, di solito, svolgendo le attività pomeridiane con il bambino, ci si rende conto che non è una questione di volontà, ma che c’è qualcosa che non funziona”
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Effettivamente quello che mi colpiva e mi impressionava nei pomeriggi di compiti con Matilde era vedere la sua energia mentale che all’improvviso si esauriva come quando si spegne una lampadina. La sua mente era/è un interruttore che scatta quando non c’è più energia.

Nel testo “Le difficoltà di apprendimento a scuola” il Prof. Cesare Cornoldi, che insegna Psicologia dell’apprendimento e della memoria nell’Università di Padova, ci aiuta a fare un po’ di ordine distinguendo tra difficoltà scolastiche generiche e disturbi specifici dell’apprendimento.

Due testi compatti ma molto utili che fanno parte della collana “Farsi un’idea” della casa editrice Il Mulino.

La fantascienza distopica di “Fahrenheit 451”

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Il 1926 è considerato ufficialmente l’anno di nascita della fantascienza perchè in quell’anno, negli Stati Uniti, viene pubblicata per la prima volta una rivista specializzata in racconti di science fiction.
In realtà questo genere è nato molto tempo prima.
Addirittura Ludovico Ariosto nel cinquecento ha narrato del viaggio sulla luna da parte di Astolfo per recuperare il senno di Orlando e Jules Verne nel 1800 immagina mondi fantastici nei suoi famosi romanzi ( Viaggio al centro della Terra, Dalla Terra alla Luna).
Un altro scrittore di fine Ottocento, H.G. Wells è considerato come il padre della fantascienza moderna ( La macchina del tempo, La guerra dei mondi).
Il genere fantascientifico è interessantissimo, almeno a noi piace molto.
La nostra libreria trabocca di libri di Asimov, di Ballard, di Dick.
E passando dai libri alla Tv beh! Siamo dei fans accaniti di Star Trek.
In questi giorni a scuola Matilde sta studiando proprio queste genere letterario e l’insegnante di italiano, sapendo che Matilde legge molto le ha consigliato la lettura di “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury.
Il romanzo di Bradbury è un esempio di “fantascienza distopica”.
La distopia è la descrizione di una società immaginaria e futura spiacevole, indesiderabile, negativa in cui gli elementi  appunto negativi del nostro presente sono esasperati. La distopia è infatti il contrario dell’ utopia.
Nel romanzo di Bradbury viene descritta una società in cui è considerato un reato possedere o leggere libri, una società in cui esiste un corpo di polizia, nella fattispecie di vigili del fuoco che ha il compito di bruciare qualsiasi tipo di libro.
Riuscite ad immaginare?
L’unico mezzo di comunicazione permesso è la televisione che il governo utilizza per dettare le regole alle quali i cittadini devono uniformarsi per vivere in pace e serenamente.
Il protagonista è un vigile del fuoco che all’inizio è convinto della bontà del lavoro ma un giorno decide di leggere un trafiletto di un libro che dovrebbe bruciare e…

A proposito di libri e di emozioni segnalo il film “Equilibrium” con Sean Bean e Christian Bale.
Anche in questa società è vietato leggere libri in quanto veicoli di emozioni…

Una corona dell’Avvento semplice semplice

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E’ incredibile!
In questo periodo il livello di creatività è inversamente proporzionale al tempo che ho a disposizione per poterla sfogare.
In che senso?
Nel senso che il cervellino elabora idee su idee che rimangono sulla carta perchè non riesco a realizzarle!
Accidenti!
Per esempio avrei tanto voluto creare una corona dell’Avvento fatta come si deve per accompagnare gli incontri di catechismo in questo periodo forte.
Ma tra una cosa e l’altra, che non starò ad elencare per non annoiarvi non ci sono riuscita.
Però qualcosa dovevo trovare!
Rimugina che ti rimugina ho pensato di riciclare la ghirlanda che avevo sulla porta l’anno scorso e inserire all’interno dei semplici lumini, molto carini, dell’Ikea.
Il risultato è tutto sommato soddisfacente…

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Che ne dite?
La prossima settimana vi farò vedere lo specialissimo calendario dell’Avvento di quest’anno.

Avvento di speranza

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Sabato mattina mi sono svegliata molto presto e mentre facevo colazione mi stavo godendo la visione di alcune fotografie su Instagram quando mi sono imbattuta in un immagine che mostrava la Tour Eiffel e questa frase: ” Quando ero un ragazzo e vedevo cose paurose nei giornali mia madre mi diceva ” Cerca le persone che aiutano, ci saranno sempre persone che aiutano”- Fred Rogers.
Ho immediatamente capito che qualcosa di serio e grave era successo e mi sono collegata al sito di Repubblica. E così ho saputo degli eventi tragici di Parigi.
Ho passato il sabato in uno stato, come dire, comatoso, quasi incapace di vivere la mia realtà, con la mente oltre le Alpi e soprattutto affollata di domande. Mille e mille domande che si riducevano a una: “Perchè?”. Ma a questa domanda non c’è risposta perchè nulla giustifica una tale violenza e una tale ferocia.
Mi sono ripresa nel tardo pomeriggio quando come avevo programmato sono salita sul solaio e ho scovato gli scatoloni con le decorazioni di Natale.
Come da tradizione con la prima domenica d’Avvento la nostra casa comincia anche lei a prepararsi al Natale.
Mi sono concentrata su questo rito ed è stato benefico…

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E proprio ieri, nella prima domenica dell’Avvento ambrosiano, la mia piccola, Matilde, ha compiuto tredici anni.
Che cosa augurare ad una figlia che sta crescendo in un mondo così violento e così poco attento al valore della vita.
Forse davvero le parole di Fred Rogers: “Cerca, mia cara Matilde, le persone che aiutano perchè queste ci saranno sempre e lavora e vivi per diventare anche tu una persona che opera per la pace”.
Non posso fare a meno di pensare alla bellissima preghiera di San Francesco d’Assisi

Signore, fa di me
uno strumento della Tua Pace:

Dove è odio, fa ch’io porti l’Amore,
Dove è offesa, ch’io porti il Perdono,
Dove è discordia, ch’io porti l’Unione,
Dove è dubbio, ch’io porti la Fede,
Dove è errore, ch’io porti la Verità,
Dove è disperazione, ch’io porti la Speranza,
Dove è tristezza, ch’io porti la Gioia,
Dove sono le tenebre, ch’io porti la Luce.

Maestro, fa che io non cerchi tanto
Ad esser consolato, quanto a consolare;
Ad essere compreso, quanto a comprendere;
Ad essere amato, quanto ad amare.

Poiché, così è:
Dando, che si riceve;
Perdonando, che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

Amare, perdonare, sperare, comprendere, consolare.
Questo auguro a tutti noi.

San Martino

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Quest’anno non sono riuscita a creare una lampada come gli anni scorsi, ma ho voluto comunque ricordare questo Santo con il quale ci immergiamo un po’ nello spirito natalizio.
Chi è San Martino?
Martino nacque in Pannonia nell’attuale Ungheria.
E’ stato un vescovo cristiano nel IV secolo.
Prima di convertirsi al cristianesimo Martino fu soldato della guardia imperiale di Roma. Egli faceva parte di quel gruppo di soldati non combattenti addetti al mantenimento dell’ordine pubblico, che si occupavano del trasferimento dei prigionieri o della protezione di personaggi importanti.
Fu proprio durante uno delle sue ispezioni dei posti di guardia che accadde quell’episodio per cui tutti lo ricordano.
Siamo nel 335. E’ inverno. Un inverno rigidissimo. Durante una ronda Martino si imbatte in un mendicante seminudo. Impietosito Martino taglia in due il suo mantello e lo condivide con il mendicante. In quel momento il cielo si schiarisce e la temperatura si fa mite ( per questo la tradizione parla di questi giorni come de “l’estate di San Martino”). La notte seguente Gesù gli appare in sogno, indossando la metà del mantello che avevo offerto al mendicante.
Questo sogno colpisce Martino a tal punto che la Pasqua successiva si fa battezzare convertendosi al cristianesimo.
Dopo la conversione rimane nell’esercito romano ancora per molti anni, circa quaranta.
Dopo aver lasciato l’esercito si dedica alla vita eremitica e monacale.
Nel 371 diventa vescovo di Tours, in Francia.
Qui continua la sua missione come propagatore della Parola fino alla sua morte, avvenuta l’8 novembre del 397.
Noi festeggiamo San Martino l’11 perchè in questa data è avvenuta la sua sepoltura che è stata accompagnata da una processione di lanterne.
E’ per questo che ancora oggi, in molti paesi del Nord, l’11 novembre i bambini partecipano ad una processione con le lanternine che hanno realizzato nei giorni precedenti.

Ho trovato in rete il delizioso disegno dell’immagine pubblicata in apertura del post.
L’ho stampata e l’ho semplicemente affiancata ad una piccola candela.
Il segno della luce e della generosità di San Martino.

Felice San Martino a tutti voi!

Passeggiata d’autunno

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Novembre ci sta regalando delle giornate meravigliose.
Il sole è caldo, il cielo è limpido.
Ieri mattina dopo la Messa, mentre aspettavamo Matilde impegnata in oratorio, Luca ed io abbiamo fatto una passeggiata rigenerante nel parco all’interno del nostro quartiere.
L’autunno quest’anno mi affascina particolarmente …

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Buon inizio settimana friends!!!

Ma come mi vesto? O meglio come non piacersi in questi giorni!

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Forse è un argomento frivolo, ma in questi giorni mi ritrovo spesso davanti all’armadio spalancato e rimanere ferma per dieci minuti buoni a decidere che cosa indossare per uscire.
Beh! L’armadio non è propriamente vuoto eppure ( o forse proprio perchè non è vuoto) non c’è nulla che mi soddisfa.
Giovedì pomeriggio, per andare all’incontro di catechismo, volevo togliermi la divisa da lezioni di yoga ( tuta e scarpe da tennis) e indossare qualcosa di diverso, chessò un vestito per esempio. Così mi sono provata diverse cose, ho fatto accostamenti anche azzardati tra colori (ho voglia di colore!), abbinamenti improbabili ( mio marito mi dice di osare qualche volta!) e ogni volta mi guardavo allo specchio e mi dicevo: ” No! Così mi sembro mia nonna!”, ” No, non sono più una ragazzina!”, No! Così avrò troppo freddo!” …..
Alla fine jeans, maglione e scarpe da tennis. Quindi più o meno nulla di diverso dal solito.
Ripeto, forse non è la cosa più importante del mondo, ma penso che sentirsi a proprio agio in ciò che si indossa sia benefico e a volte terapeutico e io ultimamente non mi sento a mio agio con nulla.
Intanto mia madre mi ha fatto un regalo gradito: una graziosa sciarpa lilla. Ma già la domanda sorge spontanea: “Con che cosa la metto?”.
E dopo questo sfogo frivolo del sabato mattina, auguro un buon fine settimana a chi passerà da queste parti e chiedo: “Che rapporto avete con ciò che indossate? Vi sentite sempre a vostro agio?”

La K di Mozart

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In questi giorni Matilde è impegnata nello studio della vita di Wolfgang Amadeus Mozart.
A scuola con i suoi compagni si è gustata ( a più riprese ovviamente) il film “Amadeus” del regista Milos Forman interpretato da un bravissimo Tom Hulce.

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Per domani Matilde deve consegnare una specie di recensione del film e affrontare una verifica su Mozart.
Nello studiare la vita e le opere di questo genio della musica ( ricordiamo per chi ancora non lo sapesse che Mozart a sei anni non solo padroneggiava strumenti ma componeva), abbiamo scoperto una cosa che non sapevamo ( magari voi si!).
Sugli spartiti di Mozart è presente, dopo il titolo dell’opera o del brano, una K e un numero.
Sul significato del numero ci ero arrivata anche io, cioè rappresenta la numerazione in ordine cronologico delle opere del musicista, ma la K?
Ebbene la K è l’iniziale di Kochel ( Ludwig Von ) cioè di colui che ebbe l’idea di creare un catalogo con tutte le opere di Mozart.
La sua è stata un’impresa titanica perchè non gli è stato facile reperire e datare le opere e le composizioni ( numerosissime nonostante Mozart sia morto molto giovane) di cui non si avevano notizie certe oppure erano frammentarie. Infatti di questo catalogo ( il primo è stato pubblicato nel 1862) ne sono state fatte diverse edizioni via via sempre più precise.

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